R I G O M A G N O . I T [settore storia]
proloco
NOTE D'ARTE
All'indomani dell'unità d'Italia "sebbene il rombo del cannone tenesse desto il pensiero e volto alla guerra, pure in quel caldo di sentimenti nazionali nulla venne dimenticato per dar grandezza alla patria" come scrisse il responsabile alle belle arti della Toscana. C'era preoccupazione che approfittando di momenti di grande confusione le nostre opere d'arte "sparissero"
"... che poi il pensiero fosse rivolto anche ai monumenti v'era purtroppo ragionevole motivo, perché appunto in quel tempo correva incerta ma insistente voce che malfidati ed ingordi custodi ne andassero facendo turpe mercato con lo straniero avido dei nostri tesori"

Nel settembre 1861 Marco Tabarrini, direttore del Ministero della pubblica istruzione spedì alle autorità di governo questa circolare:
"Questo Ufficio centrale non è da oggi che si è commosso delle voci corse di vendite clandestine e di trafugamenti di oggetti diBelle Arti tentati da chi più avrebbe il dovere di custodirli.
Per porre riparoquanto possibile a quest'opera di barbarie, il sottoscritto si crede in dovere di eccitare la vigilanza e lo zelo delle autorità locali..."
Il Governatore della Toscana istituì una Commissione a far parte della quale furono chiamati artisti ed eseperti i quali, in breve tempo, decisero che la prima cosa da fare fosse un inventario delle opere d'arte.
Lucca e Siena avevano già da tempo una loro deputazione alle Belle arti. Siena era la più antica, essendo stata fondata con rescritto granducale il 18 settembre 1829. I loro compiti tuttavia si limitavano solo a pochi interventi e neppure Siena aveva un inventario delle opere d'arrte del proprio territorio.
Nel 1861 il governo aveva messo a disposizione di Siena 1.000 lire, insufficienti per il compito affidatole. Un ulteriore sussidio di 1.600 lire fu messo a disposizione dal Monte dei Paschi.
Il 4 febbraio del 1862 la Deputazione senese affidò a Francesco Brogi, Ispettore dell'Accademia provinciale delle belle arti, l'incarico della catalogazione dei Beni artistici della provincia offrendo un compenso di 65 lire mensili.
Il Brogi, malgrado l'offerta non particolarmente allettante, accettò con entusiasmo e, si dice, munito di un paio di muli, si mise a girare per la provincia, portando a termine il gravoso incarico in 16 mesi.
785 catalogi separati con la catalogazione delle opere conservate nelle chiese, negli oratori, negli istituti pubblici.
Un lavoro preziosissimo.

Di seguito si riporta, in forma ridotta, priva di notazioni, la catalogazione delle opere d'arte presenti a Rigomagno nella seconda metà dell'800.


note storiche da:
Francesco Brogi,
"Inventario generale degli oggetti d'arte della provincia di Siena"
(1862-65)

(trascrizione Edizioni Luì)
PIEVE DI S. MARCELLINO

1.° Altare a destra – LA MADONNA seduta sulle nubi, col Bambino in grembo, e circondata da Angeli e Serafini. In basso vi sono S. Antonio Ab. e S. Sebastiano. Figure, quasi al vero, dipinte a olio sulla tela, alta 2,38 larga 1,56. –Secolo XVII. Anonimo. (colore è assai cresciuto di tono).

2.° Altare a destra
– LA MADONNA DEL ROSARIO. Mezza figura dipinta a olio su tela. – S. DOMENICO e S. CATERINA DA SIENA genuflessi; il primo è a sinistra, il secondo a destra. Al di sopra vedonsi in mezzo a fiori, ove sono i quindici misteri del Rosario, tre Angeli volanti. Figure quasi al vero dipinte a olio sulla tela, alta 2,25 larga 1,53. – Niccolò Nasini. [Poco conservata].

3.° Altare a destra (privo della mensa) – LA MADONNA seduta in trono con Gesù Bambino in collo: appresso vi è S. Giovannino (?). In prima linea stanno S. Andrea e S. Michele Arcangelo. Tela dipinta a olio con figure quasi al vero, alta 2,37 larga 1,60. – Secolo XVIII. Anonimo. [In mediocre stato di conservazione].

Fonte battesimale – GESÙ CRISTO IN CROCE. Ai piedi della croce stanno genuflessi S. Maria Maddalena e S. Antonio da Padova, e in piedi la Vergine e S. Giovanni Apostolo. In prima linea vi è S. Francesco di Paola. Figure al vero dipinte a olio sulla tela, alta 3,00 larga 1,72. – Secolo XVII. Scuola fiorentina. [Alcune figure sono guastate da restauri].

1.° Altare a sinistra – LA MADONNA col Bambino portati da tre Angeli. In alto vi è Iddio Padre, ed in basso stanno genuflessi S. Pietro, S. Paolo e S. Teresa. Figure quasi al vero dipinte a olio sulla tela, alta 2,17 larga 1,40. – Secolo XVII. Anonimo. [Poco conservata, e di poco merito artistico].

2.° Altare a sinistra (privo della mensa) – L’IMMACOLATA CONCEZIONE DI M. V. La Madonna sta in piedi colle braccia aperte in mezzo a Serafini. In basso vi è genuflesso, a destra, S. Girolamo, ed a sinistra, in piedi, S. Giuseppe. Tela dipinta a olio con figure al vero, alta 2,27 larga 1,50. – Secolo XVIII. Anonimo. [Idem, e di nessun merito artistico].

Altare maggiore – LA MADONNA col Divin Figlio in grembo è seduta sulle nubi in mezzo a due Angeli e a molti Serafini. Nella parte inferiore vi sono, a destra, S. Caterina da Siena e a sinistra S. Martino Vescovo. Tela dipinta a olio con figure alla naturale grandezza, alta 2,70 larga 1,84. – Ventura Salimbeni. [Conservata].



COMPAGNIA DEL SS. CROCEFISSO A RIGOMAGNO

Altare a destra – S. ANTONIO AB. genuflesso legge sopra un libro, e tiene in mano il Rosario. Figura intiera di proporzione tre quarti del vero, dipinta a olio sulla tela, alta 1,68 larga 0,90. In basso vi è scritto MORACCI. – Secolo XIX. Moracci.

Altare a sinistra – S. VINCENZO FERRERI seduto, tiene un libro sul ginocchio sinistro accennando colla mano destra il cielo. Figura come sopra. – Secolo XIX. Moracci.

Sagrestia – Quadro in una parete – S. GREGORIO MAGNO. Figura in piedi, che tiene colla mano destra una croce, e coll’altra un libro. Tela dipinta a olio, alta 1,50 circa larga 0,85. –Scuola di Francesco Vanni. [Poco conservata].



CHIESA DI S. LUCIA, ANNESSA A RIGOMAGNO

Altare – LA MADONNA col Bambino Gesù in collo. Mezza figura quasi al vero dipinta a fresco. – Secolo XVI. Anonimo. (5) Decolorato affatto.

Quadri nelle pareti – LA MADONNA della Consolazione. In basso vi sono S. Agostino e S. Monaca stanti in piedi. Figure al vero dipinte a olio sulla tela. – LA MADONNA seduta in alto con S. Francesco ed un altro Santo nella parte inferiore. Figure come sopra. [Quasi distrutta].