R I G O M A G N O . I T [settore storia]
proloco
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STATUTI DELLA COMUNITA' DI RIGOMAGNO

CONSEGLIO GENERALE

Conseglio Magiore e Minore
Modo di fare il Consiglio generale.
Statuto e ordinato che si devi fare il Conseglio generale l’ultima domenica di dicembre e l’ultima domenica di giugno e li Priori sedenti in esso conseglio devino chiamare tre sappienti massari per uno.
Chiamando per ciascuno uno della lira maggiore e uno della mezana e uno della minore, e quelli mandare a partito in detto conseglio e chi resta più lupini, cioè uno della lira maggiore, mezana e minima s’intendino e sieno chiamatori del conseglio magiore e minore e chiamino per chiascuno de tre rimasti cinque consiglieri per uno e fra tutti sieno quindici e da compagni a loro.
S’intenda essere sempre i Priori e Carmalengo sedenti sempre averanno da fare conseglio e in caso di necessità sempre saranno radunati dodici conselglieri con i Priori e Carmalengo in luogo solito possino partire ed abino autorità quanto tutto el conselglio e se li dia piena fede intendendo che del conselglio non possa esser padre, figliolo, fratelli zii e nipoti ed esendo ciamati non possino si sedere (sic) intendendo il conselglio generale sia d’uno uomo per casa e possino partire sempre saranno raunati trenta conselglieri con i Priori e Camarlengo e fatta la prima proposta dal Carmalengo chi non fusse in eso conselglio caschi in pena di soldi vinti in farsi pagare per il Vicario sicondo la forma delli statuti. Agiunsero ancora che i tre massari ciamatori del conseglio che si trovaranno alla fine del bosso si intendino esino (E sieno) imbossolatori de Priori, Camarlengo e altri ufisi e rifacino il bosolo sicondo li statuti con le solite pene devesi però detto conselglio a fare bandire otto giorni inanti ne luoghi soliti e consueti e possa esso conselglio omni sei mesi acresciare e diminuire e valga e tenga e per legi si oservi in perpetuo.


Statuto et ordinato che il Conseglio Magiore e Minore si rauni in palagio e casa di comuno e servando l’ordine di farlo bandire ne luoghi soliti e fatta la proposta il Camarlengo che non sarà in detto conselglio caschi in pena di sol: cinque da pagarsi la metà alla comunità e l’altra metà al ufisiale, e sempre saranno raunati dodici conselglieri con i Priori e Camarlengo possino partire ed abino tanta autorità quanto tutta la Comunità, e valga e tenga per legie tutto quello per loro si facesse, però non facendo contra a nostri superiori facendo sempre il conselglio con licentia e presentia del Vicario o licentia de padroni altrimenti non valga né tenga.