R I G O M A G N O . I T [settore storia]
proloco
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STATUTI DELLA COMUNITA' DI RIGOMAGNO

Anno Domiuni 1559 Indittione 3 die vero 23 Mensis Martii.


Questo statuto (sendo andato già mal’il vecchio per la guerra) sarà rinovato, e riformato per li Spectabili, honorevoli, e savi homini di nostro Comune, eletti dal General Conseglio, cioè: Bartolomeo di Parre (Famiglia che tuttora è fiorente e che esercita l’arte del mugniaio, da lunghissimi anni) Marcantonio di Domenico, e Berna (Abbreviazione di Bernardo) di Salvestro, con piena, et ampia autorità d’ordenare e riformare, e statutare il presente Statuto a bene e hutile e honor comune.
CAP: 1 – Dele inmunità e franchigia de i Cittadini.
Fu ordenato, e consideratamente stabilito dali antedetti Savi: Che il Comune di Regumagno non possi statuir, né ordenare qualsivogli statuto, contro S: Ecc.za Ill.ma dela Città di Siena, e suoi Cittadini, e facendosi s’intenda casso, nullo, e di nessun valore.

CAP: 2 – Uffitio del Vicario nel entrata sua.
Anco fu ordenato, e stabilito dai medesimi Savi: Che il Vicario sia tenuto fra tre giorni de la sua venuta far raunare il conseglio d’un homo per casa, et ivi legger la lettara dela sua elettione, e pigliare il giuramento, e darlo a li Priori, e Kamarlingo, e fra un mese sia tenuto nel conseglio leggere il presente volume di statuti.

CAP: 3 – Dritto del Vicario per le riscossioni di Comune.
Statuirono, et ordinarono ancora: che il Vicario devi avere sol: due per lira di tutti i crediti che riscotarà del Comune dal debitore, il quale non devi pagare in alcun modo se non nele mani del Kamarlingo, altrimenti caschi in pena di sol: X e di nuovo sia tenuto ripagarli.

CAP: 4 – Quanto devin durare i Priori, Kamarlingo e Sindaci e lor Salario.
Item fu proveduto, et ordenato per li su detti Savi statuenti: Che li Priori, Camarlengo, e sindaci devin durare tre mesi, et in detto tempo non sien tenuti a opre di Comune, et al campaio, et il Kamarlengo habbi di salario sol: XXX e similmente il sindaco, et senza il Vicario li Priori e Kamarlengo non possin risquotere credit’alcuno del Comune.

CAP: 5 – Modo di fare il Bossolo.
Ordinarono ancora, e statuirono, li antedetti Savi statuenti: Che il Kamarlengo e Priori che si trovaranno a la fine del bossolo chiamino tre huomini, uno dela lira maggiore, uno dela mezana, e l’altro dela minore, e non possino chiamar Padre, figlio, fratel carnale, cugino, zio, né nipote a la pena di sol: XX chi contrafacesse, e quel tale che fussi tratto, o ver traesse non possi esercitare, ma se ne cavi uno altro, e il Vicario guadagni la metà dela pena, e li tre huomini per ciaschuno così chiamati, si mettino nel bossolo, e si cavino secondo farà di bisogno per li sopra detti officiali.

CAP: 6 – Deli servitii del Comune.
Providdero, et ordenaro ancora li antedetti Savi statuarij: Che il Vic.o non possi scrivere, ne far creditore alcuno al libro de servitj senza la licentia e presentia di due de’ priori e Camarlengo e facendoli senza licentia sia nulla.

CAP: 7 – Li ambasciatori non eschino del mandato.
Deliberorno ancora li medesimi: Che l’ambasciatori uno o più che sieno, siano tenuti fare et eseguire quant’havranno in Notula, et uscendo dela commissione caschino in pena di sol: quaranta, e la risposta che riportarà sia tenuto riferir al Vicario, Kamarlengo, e Priori, ala medesima pena, e portando denari a Siena, o ad altri luoghi sia a la sua tornata fra due giorni dar conto al Kamarlengo, o a Priori, e passato detto tempo caschi in pena di sol: XX non havend’eseguito come di sopra, e di più che quelli che saranno de priori non possino essere imbasciatori, sotto pena di L: X per ciaschuna volta.

CAP: 8 – I partiti si venchino per i 2/3.
Anco fu proveduto, et ordenato per li antedetti Savi statutarij: Che i Partiti in Conseglio s’habbino a vincere per li due terzi, et altrimenti non vaglino, ne tenghino.

CAP: 9 – Li forestieri dieno promessa.
Deliberaro ancora, et ordinaro i medesimi Savi statutarij: Che ciascuno forestiero che domandarà dinanzi al Vicario alcun suo credito sia tenuto dar promessa di stare a ragione, e pagare il giudicato.

Cap: 10 – Come si devin vender le tenute.
Fu deliberato ancora, et stabilito per i su detti Savi statutarij: Che li pegni dati in tenuta si possin far vendere e passato detto tempo, il Vicario ad istantia del creditore si devi far vendere e relassarli al più offerente, et passati tre giorni non si possin più risquotere, e restino al Compratore.

CAP: 11 – Modo di fare il Conseglio generale.
Ordenorono ancora li antedetti savi statuenti: Che il Consiglio generale si facci in Kalende di Luglio, e di Gennaio e si bandisca otto giorni innanzi, e chi non fusse a detto conseglio caschi in pena di sol: XX. e ciascuno deve venire innanzi che sia fatta la proposta dal Kamarlengo, el Conseglio detto devi essere in numero di quaranta, altrimenti non vaglia, et in detto Conseglio s’abbi a chiamare il conseglio minore, e maggiore in questo modo: che il Kamarlengo e i priori che saranno a quel tempo faccino 40 politie, dele quali V vene sia benefitiate, che dichino Ave Maria et a chi toccarà quelle cinque, sien tenuti a chiamar 5 homini, e quelli s’intendino esser il conseglio minore, e li medesimi habbino a chiamar cinque homini più in lor compagnia, che fanno il n.° di X, e li deti Dieci ne chiamino cinque più, cioè uno in fra due di loro, e il Kamarlengo, e priori in lor compagnia, e li quindici detti sieno il Conseglio maggiore, e possino deliberare, e durino mesi sei, con tant’autorità quant’ha tutto ’l Comune, non intendendosi che possin vendere né alienare, né affittar per più d’anni tre con i bandi soliti dela Città di Siena, compresi neli Statuti, e chi non fusse al detto conseglio caschi in pena di sol: cinque per ciascuna volta, e di tal Conseglio non possi esser padre, e figliolo, fratelli, zii, e nipoti, e che il conseglio generale possi ogni VI mesi diminuire e accrescere come a lor parrà, e valga e tenga.

CAP: 12 – Di chi desse danno personalmente.
Fu deliberato, e stabilito ancora per li antedetti Savi: Che chi darà danno in vigne traversando, o coglendo frutti dal principio d’Aprile, fin tutto Settembre caschi in pena di sol: XX per ciascuna volta, e di notte nel doppio, et il capo di fameglia sia obbligato per tutti quelli che stessero in casa sua, e la medesima pena sia tenuto pagare, chi entra in orti d’Aglio o cipolle, traversando, e cogliendo, e facendo danno in frutti domestici caschi in pena di sol: X e sia obligato come di sopra, e di notte la pena si raddoppij.

CAP: 13 – Danno in prati.
Deliberarno ancora i medesimi savi statuenti: per ciascuna bestia che darà danno dal principio di Marzo fin tutto Giugno, s’intendi la pena di sol. XX et il porco s’intenda per bestia grossa, e levato il fieno non s’intenda e le bestie minute caschino in pena di soldi xl per branco, e le bestie forestiere raddoppino.
CAP: 14 – Non si mandi porci dala strada in giù.
Anco fu deliberato o statuito: Che chi menerà porci dala strada che va a Lucignano in giù e l’hostaria del Comune e come segue la strada che va a la bocca della Foenna sia tenuto a la pena di soldi 5 per porco escettuando che ogni capo di fameglia ne possi menar uno.

CAP: 15 – Si conceda la via a chi non l’ha per andare a la sua possessione.
Providdero ancora e statuirono li antedetti savi statuenti; Che li priori a richiesta di quel tale, che domandarà devino darli due massari, e quelli habbino autorità di dargli la via dove si facci manco danno, e quel tale a chi la sarà data, sia obligato pagarla.

CAP: 16 – Non si dichino parole ingiuriose a li Priori.
Ordenaro ancora li medesimi statutarij: Che ciascuno il quale dirà parole ingiuriose al Kamarlengo o a Priori sia punito in sol: quaranta, e se ciò avvenisse in corte, s’intenda raddopiata tal pena, e se a particolari XX, et al Vicario, si riferisca ali statuti del Mag.co Com. di Siena.

CAP: 17 – Non si veti pegno al messo.
Hanno provisto inoltre et ordenato li sudetti savi che qualunche vetarà il pegno al messo habbi tempo tutto il giorno seguente di darlo o comparire innanzi al Vicario et accordarsi, altrimenti caschi in pena di sol. XXV.

CAP: 18 – Non si possi cavar acqua de i luoghi soliti.
Item providdero et ordinarono, che nissuno possa indirizare acque fuor dei luoghi soliti sotto pena a chi contrafacesse di sol: quaranta e sia obbligato ritornarla al luogo di prima.

CAP: 19 – Non si possi parlare in pregiuditio di Comune.
Providdero ancora et ordinarono i savi antedetti statuenti: che nessuno possi dannificare, né far con parole incorrer in spesa el Comune, sotto pena di sol: xl per ciascuna volta.

CAP: 20 – Non si riveli segreto di Comune.
Anco fu proveduto et ordenato dali medesimi Savi: Che chi manifestarà segreti di Comuno caschi in pena di sol: quattro e sia privo dela casa del Comuno fino a tanto che il consiglio non lo rimettesse.

CAP: 21 – Si guardin le feste comandate.
Fu provisto e stabilito da li sudetti savi statuenti: Che ciascuna persona sia tenuta guardar le feste comandate e di San Fabiano, e San Bastiano, di San Marcellino, Sant’Antonio e San Martino, avvocati e titoli dele chiese dela terra nostra, e così il Venerdì di Marzo accanto a la Madonna sotto pena di L: X per ciascuno e ciascuna.

CAP: 22 – Nissuno e legha se stesso in offitio.
Item providdero, et ordinaro li detti: Che nissuno de i Priori e Kamarlengo durante il suo offitio, e altri di conseglio non possi eleger se stesso in alcuno offitio.

CAP: 23 – Non si occupi Piaze o vie.
Hanno proveduto ancora: Che chi occupasse Piaza, o via dentro a la terra del Comuno, caschi in pena di sol. cinque, et il Vicario ne guadagni la quarta parte.

CAP: 24 – Non si venda con misure scarse.
Ancor providdero, et ordinaro i detti savi statuenti: Che chi vendarà con misure non giuste, caschi in pena di sol: quaranta per ciascuna volta, el quarto ne guadagni el Vicario.

CAP: 25 – Non si getti bruttura in fonti.
Providdero inoltre, e statuiro: Che chi gitterà bruttura in fonti, o appresso a esse iiij braccia caschi in pena di soldi quaranta, è il 4° ne guadagni ’l Vicario.

CAP: 26 – Chi non darà tutti e suoi beni a la lira. Fu anco proveduto, et ordenato da li sudetti Savi statuenti: Che chi non mettarà tutti i suoi beni a la lira caschi in pena del doppio del datio, che gli sarà posto, e passato un anno detti beni, non dati, ricaschino al Comuno.

CAP: 27 – Si rivedino i termini dela corte.
Item providdero, et ordenarono: Che li Priori che saranno del mese di Gennaro sien tenuti mandar iiij massari con quattro fanciulli dela terra a riveder tutti i termini dela corte, e non facendolo caschino in pena di sol: XX, e li eletti, non andando, caschino nela medesima pena.

CAP: 28 – Non si vendemmi nanzi Sant’Agnolo.
Hanno anco ordenato, stabilito: Che chi vendemiarà innanzi la festa di Sant’Agnolo di Settembre senza espressa licentia caschi in pena di sol: cinque per ogni soma di uva.

CAP: 29 – Tassa per chi lavorasse terre spezzate.
Ordenarono ancora li antedetti Savi statuenti: Che ciascuno che lavorarà terreni spezzati di conferenti paghi sol: uno e denari 6 per staio di terra.

CAP: 30 – Dela tassa de Poderi.
Fu provisto ancora: Che tutti li poderi che pagaranno la tassa, franchino bestie minute numero 60 per par di buoi o paghino tre sol., et s’intenda esserli concesso staia cinquanta di terra lavorativa per paro di buoi, e possino francare un par di bestie brade e tenendone più sia tenuto a pagare il doppio di quel che pagherebbeno, e chi tien casa a pigione paghi sol. X, e chi tenesse uliviere paghi sol. XX, e chi tenesse mulini paghi L: 3.

CAP: 31 – Di chi darà danno con fuoco.
Ancor fu proveduto et ordenato dali sopradetti Savi deputati statuenti: Che chi darà fuoco in qualsivogli luogo dela corte dal mese di Giugno, fino a Santa Maria d’Agosto senza licentia de Priori, caschi in pena di sol: XX e sia inoltre tenuto a pagare ’l danno.

CAP: 32 – Dela divisione dele compagnie e cose comuni.
Providdero inoltre ordinaro, e stabiliro li antedetti Savi: Che quelli che vorranno venire a divisione di qualsivoglia cosa comune con persona a lui congionta di parentado, lo devi far per via di compromesso dinanzi al Vicario, e chi non vorrà tener fermo el lodo dato caschi in pena di L: quattro di den:, e il Vicario sia tenuto fare eseguire detto lodo, e che nissun possa piatire con alcuno suo parente, congionto fino al terzo grado, ma ne devi far compromesso, a la pena d’uno scudo d’oro e faciendo altrimenti sia nullo.

CAP: 33 – Non si getti bruttura innanzi a casa d’altri.
Anno provisto deliberato e stabilito i medesimi Savi: Che qualunche persona gittarà bruttura alcuna dinanzi a la casa d’altri caschi in pena di sol: XX e similmente, chi appoggiasse sassi o altre cose a le case d’altri senza licentia del Padrone caschi in pena di sol: quaranta e sia tenuto de fatto a levarli.

CAP: 34 – Non si lavori terre di comuno senza licentia.
Ordenarono e stabilirono ancora: Che nissuno possi lavorare terre di Comuno senza licentia, ne farle scrivere sotto pena di sol: xl a chi contrafacesse.

CAP: 35 – Franchigia di chi comprasse da non conferente.
Providdero ancora, e stabilirono i detti Savi statuenti: Che qualunche persona, che comprarà da qualsivogli persona, che non fusse allirata nel Castello di Rogumagno, non habbi da pagar gravezza alcuna, in fra cinque anni, e in fra detto tempo sia obbligato metterla a la lira del Comune, altrimenti caschi in pena di sol: quaranta, e devi pagar tutti li datij posti in detti V anni.

CAP: 36 – Legna al Vicario.
Deliberorno e stabilirono ancora i su detti Savi: Che ogni capo di casa sia obbligato ogni sei mesi, portar una soma di legna al Vicario nela sua venuta, e chi non le portarà caschi in pena di sol: cinque, e sia in ogni modo obbligato a portarle.

CAP: 37 – Olio al Vicario.
Volseno ancora: Che il Comune sia obbligato ogni mese dare al Vicario un boccale d’olio.

CAP: 38 – Non se guasti confino, o termine.
Ancora providdero e stabilirono i medesimi Savi: Che chi guastasse alcun confino, o termine caschi in pena di sol: quaranta.

CAP: 39 – Danno in Aia.
Stabilirono ancora che chi darà danno in aia con bestie grosse, paghi sol: cinque per bestia, e sol: X con porci, e per ciascuno, e rifaccino il danno.

CAP: 40 – Danno in prode di grani e prati.
Fu proveduto e stabilito ancora per li detti Savi statuenti: Che qualunque persona darà danno col segar prode di grani o prati con falcetta piccola, caschi in pena di sol: X, e se con falce fenaia di sol: XX, e chi desse danno con bestie grosse in forme o prode dal principio d’Aprile, fin tutto Novembre caschi in pena di sol: cinque per ciascuna bestia.

CAP: 41 – Quando il Vicario devi consegnar i libri.
Anco providdero, et ordinarono li Savi detti statuenti: Che ’l Vicario sia tenuto a la fine del suo officio, e gli altri ancora che in detto tempo gli fusser venuti a le mani al Kamarlengo, e a li Priori che in quel tempo saranno, et sien tenuti quelli ricevere sotto pena di sol: XX per ciascuno.

CAP: 42 – Danno in boschi divetati .
Providdero inoltre, e stabilirono i detti Savi statuenti: Che qualunche persona darà danno in qualsivogli modo ne i boschi divietati, caschi in pena di L: 5 di den: per ciascuna volta, e se sarà forestiero sia la pena di L: X di den: per ciascuna volta, e l’uno e l’altro sia tenuto sempre rifar il danno.

CAP: 43 – Non si tolgha strame senza licentia.
item fu proveduto, et ordenato dali antedetti Savi: Che chi torrà strame di qualsivogli sorte senza licentia del vero padrone, caschi in pena di sol: XX e rifacci lo strame.


CAP: 44 – Che ’l Campaio accusi giustamente.
Deliberorno ancora li medesimi: Che ’l Campaio sia tenuto far l’accuse giuste, e non facendole caschi ne la medesima pena del accusato, e che ’l detto Campaio non possi fare accusa alcuna senza la guardia, e devi comandar la guardia la sera innanzi, e a chi sarà comandato, non andando caschi in pena di sol: X e ’l Campaio possi mettere in luogo suo un altro.

CAP: 45 – Chi possa andar al Conseglio e per guardia.
Ancora fu ordenato e stabilito dali detti Savi statuenti: Che nessuna persona possa andare al Conseglio fintanto non sarà introdotto dai Priori, e Kamarlengo, e non possi andar per guardia col campaio, e andandovi l’accusa da lui fatta non habbi luogo, e che ’l Kamarlengo e i priori detti quando vogliano introdurre questi tali minori glielo devin fare intendere, e se vorranno prima che lo sia fatto sapere, caschino in pena di sol: X per ciaschuno e ciaschuna volta.

CAP: 46 – Ogniun possi del suo accusar con giuramento.
Providdero anco e stabilirono i medesimi Savi statuenti: Che ciascun possi accusare con giuramento, o con testimoni del danno dato nel suo, o con bestie, o con persone, fino a la somma di sol: quaranta.

CAP: 47 – Danno non si dia nela Bandita.
Hanno ancor proveduto li antedetti Savi statuenti: Che chi darà danno ne la selva bandita, e andio con bestia grossa, caschi in pena di sol: V per bestia, e se con bestia minuta soldi uno per ciaschuna, et ascendendo a la somma di X bestie paghi soldi X per branco di bestie minute, e chi darà danno personalmente cogliendo ande, caschi in pena di sol: XX, e questo s’intenda non solo ne le bandite del Comune ma anche dei particolari.

CAP: 48 – Il Vicario non possi pigliar crediti di Comune.
Statuirono ancora: Che il Vicario non possa in alcun modo pigliar credito alcuno di Comune, senza licentia del Conseglio, pigliandolo non vagli.

CAP: 49 – Li Priori e Kamarlengo non possino comprar entrate di Comuno.
Providdero in oltre, e consideratamente stabiliro i detti Savi statuenti: Che li priori, e Kamarlengo che fusse di quel tempo, che si vendesse entrate di Comuno non possin quelle comprare in modo alcuno e comprandone, caschino in pena di L: otto di den: e la quarta parte ne guadagni il Vicario, facendone esegutione de fatto.

CAP: 50 – Di chi tagliasse harbori domestici o li diramasse.
Item fu provisto, et ordenato per li antedetti Savi statutori: Che quelle persone che tagliaranno harbori domestici dal pedone, caschino in pena di L: quattro di denari, chi li diramasse caschi in pena di sol: xl e rifacci ’l danno.

CAP: 51 – Non si porti legna fuori della corte.
Providdero ancora e stabilirono: che chi portarà fuor della corte legna d’alcuna persona, caschi in pena di L. quattro per soma, e portandola di notte caschi in pena del doppio, et il quarto ne guadagni il Vicario, e ne facci esegutione de fatto, e quelli che le portaranno adosso paghino sol: X per ciascuna volta, et ogni capo fameglia sia tenuto per tutti quelli che tenesse in casa.

CAP: 52 – Chi cocesse fornaci con legna di Comuno.
Anco fu provisto et ordinato per li su detti savi statuenti: che qualunche gociarà fornace con legna del Comune sia tenuto pagar ne le mani del Camarlengo e priori L. quindici di den. altrimenti caschi in pena del doppio, et il Vicario ne facci l’esegutione e ne guadagni il quarto di detta pena.

CAP: 53 – De la pena di chi desse danno in chiuse
Ordenarono ancora et stabilirono li medesimi Savi: che ciaschuna persona che darà danno in chiuse dentro a’ confini, guastando harbori con bestie grosse, caschi in pena di sol: X per bestia, e se con capre sol: 5. Et facendosi tal danno in chiuse fuor de’ confini, ne la metà de la pena sopradetta.

CAP: 54 – Non si occupi la via di Comuno.
Item providdero et ordenarono li antedetti Savi statuenti: che nissuna persona possi né devi occupare o impedir via di comuno, sotto la pena di sol: xl. a chi contrafacesse, e sia obbligato ridurre la strada al luogo solito, et il Vicario ne facci l’esegutione guadagnandone la quarta parte e li priori sien tenuti andare a vedere tali danni.

CAP: 55 – Di chi non rispondesse a debiti di Comune.
Fu proveduto ancora e stabilito: che quelli i quali sono allirati in Regumagno, e non rispondono a li bisogni del Comune sien privi di tutti li offitii, e benefitii d’esso Comune né possino essere chiamati nel conseglio, et chi li chiamasse caschi in pena di L. quattro di den., non intendendosi però per le persone privilegiate per leggi, e stati del Comuno di Siena.

CAp: 56 – Danno in grani.
Statuirono e ordinarono ancora i sudetti Savi statuenti: che chi darà danno in grani da che sarà seminato per fin tutto ferraio, con bestia grossa intendendosi bestia grossa anco il porco, caschi in pena di sol. iiij per bestia, e ciascuna volta e passato febraro si raddoppi la pena e sempre sia tenuto amendar il danno fatto al padrone e di notte intendisi la pena doppia, e se il danno sarà dato con bestie minute ne vadi per branco sol. X, intendendosi il branco di dieci, e da inde indietro ne vadi sol. uno per bestia e per volta, e da febbraro in là s’intenda raddoppiarsi la pena.

CAP: 57 – Danno in vigne.
Del danno delle vigne, cioè dato in vigne dal principio d’aprile per fin tutto ottobre, e di notte il doppio, e da inde in là sol. X e di notte pena doppia, el porco s’intenda sempre per bestia grossa; de le bestie minute in vigne ne vadi sol. XX per branco nel detto tempo o da inde in là sol. X e da dieci bestie in giù sol. due per bestia, e passato ottobre sol. uno per bestia e per ciascuna volta.


CAP: 58 – Danno in lini, orzi vegli et altri legumi.
Ne’ lini, orzi, vegli, le dette pene dei grani, tanto a le bestie grosse come minute. De le pasture ne vadi sol. cinque per bestia grossa e delle minute sol. uno per ciascheduna, e di notte la pena doppia.

CAP: 59 – Come si possi pasturar dentro a confini.
Providdero ancora et ordinaro gli antescritti Savi statuenti: che li confini comincino a la casina e seguasi come sta posto dentro a li sopra scritti confini non si possa pasturare con bestie minute, né porci da due per ciascuno in su per pastore sì per capo famiglia, a la pena di sol. V per branco, et per ciascun porco sol. V da due in su, bestie grosse non possino star di notte in detti confini dal principio d’aprile per fin tutto ottobre, se già non fusser legati nei beni del proprio padrone a la pena di sol. 20., escettuandosi gli asini, e la notte s’intenda passato l’Ave Maria fino all’alba.

CAP: 60 – I porci non dien danno in greppi.
È anco stato ordenato, e statuto da li medesimi savi statuenti: che chi desse danno con porci in greppi di gore, o gorelli caschi in pena di sol. V per ciascuno e a la emenda del danno.

CAP: 61 – De la Kabella de le bestie.
Stabilirono ancora i suddetti homini Savi statuenti: Che chi tien bestie minute, e grosse, paghi sol. uno, cioè paghi ogni sei mesi, intendendosi el porco bestia grossa, e le bestie minute den: sei, e i buoi den: sei l’uno, quali cabelle s’habbino a pagare per tutto Maggio, e tutto Settembre, e non pagando al tempo vadino nel doppio, e chi mette bestie ne la corte l’habbi a scrivere e consegnare al tempo, e non le consegnando caschi in pena di den. 5 l’uno e se l’habbi a segnare in fra ’l di che le mette, chi tenesse bestie porcine a soccio o a stima ne franchi un paio, chi le tiene o chi n’havesse da se a sue mane e chi francasse che n’havesse più di quelle che francasse, paghi dele bestie brade sol. quattro del’una, e dele bestie minute sol. due e qualunche persona non pagasse sieno obbligate le bestie, e se vicini voleser pasturare devin venir ad accordarsi col Comuno innanti comincino a pasturare, e non venendo, e non accordandosi ne vadi sol. V per bestia minuta, e sol. X per bestia grossa, intendendosi ’l porco per bestia grossa.

CAP: 62 – Danno in lame o salci.
Anco fu statuito per li medesimi Savi homini statuenti: Che chi desse danno in lame , cieppi o salci personalmente, caschi in pena di sol: XX, tagliando e le bestie grosse di sol: X e sol: uno per capra durante V anni che son posti.

CAP: 63 – Danno in tetti.
Deliberorno, e stabilirono ancora i suddetti statuenti: Che chi in qualsivoglia modo desse danno in tetti altrui caschi in pena di sol. X per ciaschuna volta, e quando non si trova chi l’habbi fatto il danno, il Kamarlengo e li Priori l’habbino a fare stimare.
Anco statuirono et ordinarono, che trovandosi fatto danno che non ci sia il Vicario, vi mandi el Kamarlengo due de i priori, et habbino sol. 2 per ciascuno, el Vicario sol. 4.

CAP: 64 – Quando non si trova chi habbi fatto ’l danno.
Item providdero et ordinaro li medesimi: Che chi si trovasse un danno e non sapesse chi l’avesse fatto, mandi il bando, che in fra tre giorni si devi accordare con chi ha ricevuto ’l danno, e non venendo il Sindaco sia obbligato far la ricerca a posta di quel padrone del danno, e le bestie ch’egli ci trova s’intendino accusate, e per la pena che ne va per lo statuto, et il padrone non la possi difendere fatta la ricerca, et il Sindaco quadagni il quarto, e l’altro quarto el Vicario, el resto al Comune.

CAP: 65 – Come si alluoghino le terre di Comuno.
Providdero e deliberaro ancora li antedetti Savi statuenti: Che chi volesse lavorare terre del comune nostro di Regumagno, avanti entri a lavorare habbi e devi chiederne licentia al Kamarlengo et egli le facci scrivere al Vicario, il che non facendo e lavorando caschin in pena di sol. xl, e medesimamente in simil pena caschi il Kamarlengo, che come di sopra non le facesse scrivere.

CAP: 66 – DELLI STAGNI E FORME – Come s’hanno a fare.
Anco statuirono, et ordinarono che chi non farà stagni maestri dala strada che va a Lucignano e va al hostaria et vanne a la bocca dela Foenna, sian obligati a farle per tutto il mese d’ottobre, pena L. 3 di den: et il quarto sia del Vicario che ne farà l’esegutione, e similmente habbino a far le forme de campi ci seminano, et non le facendo caschino in pena di sol: xx per volta et non di meno le devi far de fatto.

CAP: 67 – Di chi tollesse greppi.
Anco statuirono li presetti Savi statuenti: Che chi avesse tolto greppi delle vertegie e de la forma come tira la strada di Lucignano, e come tira il fossato dela Lombarda, e da inde in giù che chi avesse preso detti greppi torni al luogo suo consueto per tutt’Agosto, e non havendo tornato in detto tempo caschi in pena di sol xl, e in ogni modo l’habbi a ritornare, e li Priori n’habbino a mandar due massari a veder se son ritornati, e quelli che diranno non esser ritornati se intendino esser condennati come di sopra, e che le forme s’habbino a far fra detto tempo entrar verso detto greppo di detto fiume e non le facendo caschino in pena di sol: xx per peio, e il Vicario n’habbi a far l’esegutione di fatto guadagnandone il quarto.

CAP: 68 – Del far due operaij e lor offitio.
Fu deliberato e statuito ancora per li medesimi Savi statuenti: Che li Priori devino chiamar due operij in Kalen di Gennaro, et habbino a durare uno anno, l’offitio dei quali sia fare acconciare Vie di Comuno, e fonti, e lo stagno che v’è in quel di Lucignano per tutto Settembre e habbino da haver sol: xx per lor salario, et possino i detti far condennar in sol. xx chi disobbedisse, et in ogni modo l’abbino a fare.

CAP: 69 – De le siepi o sgrottate noiasser il vicino.
Hanno statuito ancora li antedetti statuenti: che se la siepe noiasse al vicino, quello li possi far far comandamento la devi haver levata acciò non gli nuoca fra tre giorni, e non levandola, o assettandola la possi levar di sua autorità, e similmente le sgrottate, et harbori che noiasseno possin levarsi come di sopra, et il Vicario insieme con due de i Priori vadino al luogo a giudicare quello che si devi fare, e quello s’osservi.

CAP: 70 – De la Bastemmia.
Deliberarono e stauirono ancora li medesimi Savi statuenti: Che chi bestemmiasse Dio, la Vergine Maria o Santi paghino sol: xx per ciascuna volta e chi disprezza sol: xl.

CAP: 71 – De la disobedientia al Vicario.
Anco fu deliberato e stabilito, che il Vicario, quando farà citare dala prima volta in su, che possi comandare a la pena di sol: XX e a la costretta sol: xl e non possi comandare un giorno in fatto.

CAP: 72 – Il Camarlengo si metti il titolo a Entrata.
Item ordenorno, e stabilirono ancora: Che se il Camerlengo non si metterà a entrata tutto quel che riscotesse sia condennato in L. 4 di den: et in ogni modo se l’habbi da mettere a conto, dovendone il Vicario fare esecutione, e guadagnandone il quarto.

CAP: 73 – Di chi pigliasse colombe domestiche.
Ordenarono ancora, e stabilirono li antedetti Savi statuenti: Che nissuna persona possi tender reti a colombe domestiche, e chi in qualunque modo ne pigliasse caschi in pena di L. quattro di den: et ognuno ne possi essere accusatore et il nome suo sia tenuto segreto e guadagni il quarto, et il Vicario sia tenuto farne esegutione guadagnandone anch’egli il quarto, Et chi le traesse con balestre, o archibusi paghi sol: XX di pena, e per ciascuna volta.

CAP: 74 – Per chi tollesse legnami d’altri.
Providdero ancora et ordenarono: Che qualunque torrà pali, correnti, o altri legnami lavorati, e tagliati d’ogni sorte, che non fusser suoi, caschi in pena di sol: xl per volta, et il Vicario ne facci esegutione, guadagnandone il quarto.

CAP: 75 – Di quel che non fusse nel presente Statuto.
Hanno anco ordenato e stabilito i medesimi Savi statuenti: Che quelle cose appartenenti al banco di Regumagno, che non fussero nelo Statuto, si riferischino a li statuti del Comuno di Siena, e in difetto di quelli alle leggi di ragion comune.

CAP: 76 – Del giuramento di qualunche cosa.
Anco provvidero, et ordinarono i su detti Savi statuenti: Che chi domandasse contro a suo debitore ogni somma fino a sol: xl, che gli possi dare il giuramento al domandante, e vaglia interamente, e che con una prova, et detto giuramento possi ottener fino a la somma di L. quattro di den.

CAP: 77 – Li Priori e Kamerlengo non possino essere imbasciatori.
Fu anco statuito, et ordenato, che li priori e Kamarlengo durante l’officio loro, non possino, né devino andare imbasciatori per cose di Comuno, e andando caschino in pena di L. 25 et al Kamarlengo non sia ammesso, dovendone il Vicario fare esegutione, guadagnandone la quarta parte.

CAP: 78 – Li Priori, e Kamerlengo non possino fare promesse.
Deliberorno ancora li antedetti Savi statuenti: Che chi si troverà de li Priori e Kamarlengo non possi promettere per cose di Comuno per particolari, e durante il suo offitio, concorrenti fra conferenti a questo banco, ne di Comuno, et prometendo caschin in pena di sol: XXXX5, et il Vicario ne facci l’esegutione de fatto e guadagni il 4.°

CAP: 79 – Non si dia più d’un lupino ne i partiti.
Statuirono in oltre e terminarono: Che quando andaranno i partiti, chi mettessi più d’un lupino nel bossolo caschi in pena di L. 50 di den: e sia privo di casa di Comuno in perpetuo, et il Vicario ne farà l’esegutione guadagnandone il 4.°

CAP: 80 – Non si parti di Conseglio senza licentia.
Anco provvidero et ordinaro li antedetti Savi statuenti: Che chi è del Conseglio non si possi partir senza licentia del Vicario, e quando il Vicario non vi fusse, domandilo al Kamarlengo, o a Priori, e contrafacendo caschi in pena di sol: quaranta, da pagarsi de fatto et il Vicario ne devi far l’esegutione, guadagnandone il quarto.

CAP: 81 – Chi comprasse entrate de Comune e non le pigliasse.
Fu statuito inoltre per i medesimi Savi: Che chi comprasse entrate di Comuno e non le volesse, che si rimettino a bandi, et il compratore detto devi rifar la perdita al Comuno de fatto, et il Vicario ne devi far l’esegutione, parimenti in fatto fino a la somma di sol: quaranta per pena, del quale il Vicario detto guadagni il quarto riscotendola.

CAP: 82 – Casa non s’appigioni senza licenza del vicino.
Item providdero e statuirono ancora: Che nissuno possi appigionar casa a forestieri senza la licentia di due vicini più prossimi, dovendo però li detti vicini habbino a pagare la pigione a chi l’allogasse, e sia pena a detti forestieri allogandosi in altro modo sol: XXXX, de la qual la metà sia del Vicario, l’altra meta del Comune, et in ogni modo sia costretto detto pigional forestiero uscirne di fatto.

CAP: 83 – Del condennationi.
Hanno anco statuito, et ordenato li predetti Savi statuenti: Che tutte le condennationi che facesse el Vicario per suo arbitrio ne devi conseguir la metà, e l’altra metà il Comune.

CAP: 84 – Ogniun possi defender del suo.
Statuirono ancora: Che ogniun sia padron del suo, e possi difender altri dal Campaio, eccetto che di notte tempo caso che non li avesse dato licentia, ma possi essere accusato, el padrone non lo possi defendere, et avendoli dato licentia li si dia fede con suo giuramento.

CAP: 85 – Del giuoco.
Ordenarono ancora, e statuirono i medesimi Savi statuenti: Che alcuna persona di Regumagno non possi, tener biscazza pubblica, e chi la tenesse caschi in pena di L. quattro per volta, dela quale el Vicario ne guadagni la metà, facendone l’esegutione de fatto, e l’altra metà sia del Comuno.

CAP: 86 – Non si scriva in libri di Comuno.
Fu proveduto et ordenato ancora: Che nissuna persona possi scrivere, in libri di Comuno, senza licentia del Vicario, pena L. X, e quel fusse scritto non vaglia né tenga, et il Vicario ne facci esegutione e guadagni el quarto, el resto sia del Comune, e si facci pagar de fatto, intendendosi quel fussi stato scritto di nessun vigore, come se fatto non fusse.

CAP: 87 – Officio del Sindaco.
Anco providdero, et ordinarono le antescritti Savi statuenti: Che il Sindaco sia obbligato andare a giurare a Siena l’offitio, e a denuntiar tutti e malefitij che non può ricognoscere el Vicario, e quello si deve denuntiare al Vicario li habbi a denuntiare al nostro banco, e non denuntiando, tutta la pena che ne dovrebbe uscire caschi sopra di lui, e el Comuno sia obbligato a farli buon tutto quello spendesse in denuntiar detti malefitij.

CAP: 88 – Dela cena de i Priori con il Vicario.
Ordenarono ancora: Che ogni Priorato possi spender in una cena con il Vicario in sieme L. tre di den: e lo sia il tutto ammesso.

CAP: 89 – Di chi mettesse fuoco ne i boschi.
Providdero ancora et ordenarono li medesimi Savi statuenti: Che chi mettesse fuoco ne i boschi di Comuno, o particolari caschi in pena di L. X, e de i particolari di sol: xl. Et ilVicario ne facci esegutione de fatto, e guadagni il quarto escettuando che non facesse danno, ma facendo danno sia anco obligato a pagarlo.

CAP: 90 – Che chi fa ’l danno sempre emendi ’l danno.
Hanno anco proveduto, e stabilito: Che chi facesse danno in qualsiasi modo sia obbligato satisfare el padrone la menda del danno dato sopra li suoi beni, e a ciò sia costretto dal Vicario come è di ragione.