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LE ORIGINI
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VALDICHIANA

Leonardo da Vinci - Valdichiana
Rigomagno Pecci
Rigomagno Cappella di piazza
Sopra: arme di Rigomagno nella Cappella di piazza.
Sotto: Arme di Rigomagno, in "Sposizioni colori..." G.A.Pecci
Particolare della Pianta di Valdichiana, Leonardo da Vinci
Rigomagno, così come molti altri borghi del senese, aveva la sua Cappella di piazza, bella e importante, e non solo per i Rigomagnesi, se, come sembra certo (resti di pittura sono documentati fino ai primi anni del '900), era affrescata da Giovanni Bazzi detto il Sodoma. Di questa cappella oggi non restano che poche tracce. Quindi non varrebbe la pena di essere ricordata in questo contesto (non ovviamente in quello scientifico), se non fosse per il fatto che conteneva lo stemma di Rigomagno, datato 1482. Di questo stemma è nota la descrizione particolareggiata ed il disegno a colori. Trattandosi della Cappella di piazza, di pertinenza della Comunità, l'Arme è da ritenersi, senza alcun dubbio, ufficiale.
Questa novità, perché di novità si tratta, getta un po' lo scompiglio nell'araldica rigomagnese giacché, ormai da tempo, è in uso uno stemma, disegnato e codificato dallo storico Pecci, che differisce, e non poco, da quello della Cappella di piazza.
Lo stemma della Cappella di piazza (nominiamolo così per praticità), infatti, mostra un numero di monti diversi, vi sono rappresentate quattro rose ed una croce che nelle stemma del Pecci non ci sono, ed infine propone chiaramente due rametti di olivo, rivolti verso l'alto, al posto dei rami di alloro del Pecci.
La fonte della descrizione e del disegno illustrativo è una e, per ora, non trova altri riscontri e conferme. Occorre però dire che anche il Pecci è solo con la sua riproduzione. Per di più la data riportata sotto l'arme della Cappella di piazza precederebbe la codifica dell'"Esposizione dei colori della Arme delle Città Terre e Castella..." di tre secoli abbondanti.
Il documento dovrà ovviamente essere studiato con molta attenzione. Forse dovrà anche essere ripensato un rinnovato approfondimento circa l'origine del nome "Rigomagno" e cambiato l'approccio ai documenti di Leonardo da Vinci sulla Valdichiana: In particolare un appunto preparatorio al disegno della celebre mappa a volo d'uccello della Valdichiana, e relativo alla zona circostante.
In particolare, a proposito della mappa di Leonardo da Vinci (oggi conservata nel castello di Windsor), occorrerà indagare molto a fondo e riflettere in merito ad alcuni nomi e ad alcune posizioni topografiche palesemente sbagliate.
Una serie di errori molto marcati
che vogliono significare che anche il grande Leonardo dimostra la sua umanità commettendo errori? Forse.
Però quando, per identificare il torrente Foenna, prima scrive FENNA RL e a distanza di 8cm scrive FENNA FL, il dubbio che forse non si tratta di un errore potrebbe diventare più che legittimo.
Poi c'è la posizione sbagliata nel territorio di Armaiolo e di Rigomagno, possibile errore dovuto ad una ricognizione poco accurata, anche se sembra ormai certo che Leonardo abbia provveduto di persona a fare le ricognizioni...
Poi c'è l'errore del nome: Leonardo scrive chiaramente "Rugomagno".
Ed infine c'è la presenza di "Castel Bertoccio", un toponimo assolutamente sconosciuto nella zona, nel punto esatto dove era ubicato il vecchio castello di Rigomagno.
A proposito del nome si ricorda che gli storici e gli studiosi di toponomastica fanno derivare Rigomagno da "rigo" torrente o fiume, e "magno" grande o il più grande.
Datano poi la nascita del Borgo o Castello in epoca medievale, più o meno intorno all'anno mille.
Di conseguenza il castello di Rigomagno si chiamò così, perché fu fondato nei pressi di un grande fiume.
Ragionamento lineare, se non fosse per il fatto che oggi Rigomagno è piuttosto lontano dal grande fiume (sempre che il torrente Foenna possa essere definito grande fiume), ma il primitivo castello, quello distrutto dai senesi nel Duecento, era ancora più lontano dalla Foenna (nella zona il nome è al femminile) ed era a due passi da un ruscelletto che nasceva poco a monte dell'abitato.
Era forse quello il rigo "magno"?

Detto ciò, c'è qualcosa che lega Rugus, forse "magno" perché proprietario della grande villa romana sulla consolare Cassia, di cui il tesoro di monete è testimonianza, alle quattro rose dell'antico stemma, e quindi a Bertoccio (dell'omonimo castello), figlio del "grande" Berto o Adalberto, probabile capo di una farae longobarda che saccheggiò la grande villa romana?
E perché tanti indizi contraddistinti con due numeri "quattro" vicini, a formare un "magico otto"?
Quattro rose orientate verso il cielo, quattro emergenze, a formare il numero otto (cinque monti + una croce + 1 ramo di olivo + 1 ramo di olivo) sui colli (dove si è sviluppato il borgo), quattro lettere per il fiume Fenna, con quattro lettere per la sigla, "rl" e "fl", dove tutto (forse) ha avuto inizio...