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MARZO 2009    

I SEGRETI DI RIGOMAGNO
Perché la Pizza del “Colle degli Ulivi” è così buona? Qual è il segreto?...il segreto deriva soprattutto dall’uso di una farina prodotta appositamente per l’impasto della pizza. Infatti la farina non è tutta uguale e, a seconda della lavorazione e dei tempi di lievitazione, è necessario usare diversi tipi di farina.
I pizzaioli di Rigomagno, da tempo immemorabile, usano la Pizza di Nonna Farina una tipologia di farina per “i professionisti del forno a legna”, prodotta, secondo la tradizione italiana, dal rinomato “Molino Parri srl”.
molinoparriQuesto tipo di farina dà maggiore croccantezza e friabilità alla pizza... Quando si dice Il segreto di Pulcinella...
Ora che abbiamo svelato il segreto, tutti possono farsi una “Signora Pizza” nel forno di casa, anche perché, il Molino Parri di Rigomagno Scalo, ha aperto un punto vendita presso lo stabilimento, dove è possibile acquistare la farina per la pizza, nonché altre tipologie di farine ideali per i diversi tipi di prodotto: pane, dolci, pasta fresca, biscotti, etc..
Il punto vendita è aperto al pubblico
– da lunedì a venerdì
– dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00

rigopizza

RICETTA PER PIZZA
(4 persone)

INGREDIENTI
• 1 kg di farina Parri “Pizza di Nonna Farina”
• 20 g di lievito
• 500 ml di acqua tiepida
• 2 cucchiaini di sale

PREPARAZIONE
Si dispone la farina in una bacinella. A parte si scioglie il lievito di birra nell’acqua tiepida e si mescola con la farina. Si comincia ad impastare aggiungendo l’acqua necessaria e dopo circa un quarto d’ora si aggiunge il sale, fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. A questo punto si copre l’impasto con un panno umido e lo si lascia lievitare per almeno 2 ore, fino a quando non avrà raddoppiato il suo volume. Dopodiché si formano le palline d’impasto di grandezza relativa alla pizza che si vuole ottenere e si lasciano lievitare per altre 2 ore. Si stende l’impasto in una teglia unta con olio extravergine d’oliva (ovviamente meglio se di Rigomagno) e si guarnisce con gli ingredienti scelti (pomodori, origano, acciughe, prosciutto etc..).
Si inforna alla temperatura di 250 /280° C (vale anche per la pizza alla pala nel forno a legna). Dopo 5/10 minuti si aggiunge la mozzarella e si porta a cottura.
La pizza è pronta per essere servita.





Galeotta fu la benfinita…
Erano venuti per scrivere del Colle degli Ulivi, ma l’atmosfera magica di Rigomagno li ha fatti innamorare

[Da Firenze] Per qualcuno è il momento del riposo, per altri tempo di divertimento e di rimpatriate. Per i rigomagnesi è il segno che, anche per questa volta, la settimana di folli festeggiamenti è finita e si può fare una meritata bevuta. Per noi, semplicemente, la “Benfinita” è l’anniversario. Di quando, all’improvviso, due amici si sono resi conto che non erano più semplici amici e si sono baciati così, sotto al palco mentre l’orchestra suonava.
E così a un anno di distanza il 30 giugno 2008 siamo tornati sul luogo del delitto, per capire e ritrovare le tracce di quell’attimo che ha cambiato tutto. E l’atmosfera è sempre la stessa, insostituibile. Un’atmosfera che non si può trovare altrove. Di persone vere, che stanno insieme per la voglia di starci. Di un intero paese che ti accoglie come una casa ospitale in inverno. Scegliere un tavolo e accomodarsi, fare amicizia con il vicino di piatto. E si attacchino le danze dell’ultima serata di festa: inizia la Benfinita.
Sui tavoli del ristorante, tirato su nel centro del paese, il vino e l’olio di Rigomagno, comprato a bottiglioni per ricordare il profumo e le mangiate dei giorni di festa. Le portate, come al solito, sono servite da camerieri speciali: volontari, abitanti di Rigomagno, parenti e amici, che anche per l’ultima sera hanno deciso di non riposare ma di darsi da fare. Così come i cuochi, bravissimi, che tra pici al sugo e patate arrosto, vogliono sottolineare che qui, sui colli tra Siena e Arezzo, a tavola non si scherza. Tra un piatto e l’altro c’è il tempo di vedere il filmato dell’edizione 2007, con le immagini della classica “sparecchiatura” finale, in cui si cerca di liberare la piazza da stoviglie, bicchieri e tavoli a tempo di record. Il tutto scandito dal cronometro del grande Renzo, anima dei festeggiamenti.
Poi tutti in piedi: “E l’ha bevuto tutto e non gli ha fatto male, l’acqua fa male il vino fa cantare”. Un ritornello made in Rigomagno che da quel giorno di giugno 2007 esportiamo anche a Firenze, quando dobbiamo brindare a qualcosa. E in questo 2009 di cose da festeggiare ce ne sono: il 13 giugno ci sposiamo. Galeotti furono Rigomagno e la Benfinita. Abbiamo un solo, piccolo, rimpianto: ci perderemo questa edizione del “Colle degli ulivi”. Ma non ce ne vogliate: siamo in viaggio di nozze. Anche grazie a voi.
 
Davide Costa / Elisa Gentilini




 


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RIGOMAGNO
Non domandetevi perché dovete venire a Rigomagno, ma perché non ci siete mai venuti!

[Da Milano] Cosa dire della festa di Rigomagno? Come fare a spiegarla a chi non l’ha mai vista e anche a chi la conosce troppo bene, perché la fa?
Diciamo che la festa del “Colle degli Ulivi” è per il paese quello che è la ruota per il pavone, il biglietto da visita di un ingegnere, è quando una bella dama si fa bella. Per me, che sono di un paese della provincia di Milano, che vanta numericamente di essere 60 volte più abitato di Rigomagno, è qualcosa che attinge alla nostalgia, una festa che non viene interrotta a mezzanotte come oggi da noi, pena l’arrivo dei carabinieri se si sfora di 10 minuti.
Invece lì, sui colli senesi, si va avanti fino alle due, alle tre, perché si vive una volta sola... e non sarebbe bello se ogni sera fosse festa?
Quindi, a me ricorda il mio paese quando ero un bimbetto: la stessa voglia di divertirsi, la stessa gioia nell’incontrarsi. Insomma per me è un ritornare bambino; e poi c’è una cucina che è tra le migliori del mondo, spettacoli ogni sera diversi, e di livello notevolmente alto, gelateria, birreria ceka, una libreria, un’enoteca per raffinati intenditori e altre specialità culinarie ospiti, una piazza che ti accoglie come una mamma, e i rigomagnesi che non mancano mai di divertirti con battute e arguzie che a Milano ti dicono solo se vai a Zelig.
Poi ci sono: mostre d’arte, acquarellisti davanti alle cui opere ti incanti, ed una mostra di vignette che ben si adegua allo spirito senese.
Ma i motivi per farci un salto non ve li dico tutti, se no vi tolgo il gusto di venirci, perché la descrizione migliore non è mai adeguata, e ogni occhio vede cose diverse.
Certo che la brezza che ti culla quassu davanti ad una spettacolare vista sulla Val di Chiana dove la metti? Ma neanche su internet.
Non domandetevi perché dovete venire a Rigomagno, ma perché non ci siete mai venuti!

Marco Fusi

Rigo-Style, noblesse oblige
Il Colle degli Ulivi come la Settimana Enigmistica: vanta innumerevoli tentativi (non riusciti) di imitazione

 
[Scandicci - Firenze] Musica d’autore tra le antiche pietre. Tintinnar di calici nelle sere d’estate. E persone con un cuore grande così. È il segreto di Rigomagno. Il sogno che tutti gli anni si rinnova al Colle degli Ulivi. Una festa che nasce proprio dal cuore. Dalla voglia degli abitanti di divertirsi, tutti insieme.
«Perché non ci facciamo una bella cena all’aperto?», «Oh, perché non chiamiamo qualcuno a suonare dal vivo?».
Dalla cena con musica dal vivo, alla voglia di condividerla con gli amici vicini e lontani, il passo è stato breve.
Gemellaggi da tutta Europa, ospiti da tutta Italia, un’eco che è arrivata in tutta la Toscana. Il Colle è questo. Ma è anche di più. È l’organizzazione, un orologio svizzero, che vede l’impegno di tutti gli abitanti di Rigomagno.
Chi entra in contatto con questa splendida realtà non la molla più. C’è una coesione sociale che non si trova da altre parti. Il cemento che tiene fermi i valori importanti. Anche quando si fa nottata a lavare i piatti, e la mattina dopo ci si alza presto per andare a lavorare. Rigomagno è un must. Un concetto, un’esperienza avvincente. Una vetrina sempre brillante, dove la luce regala atmosfere particolari.
Rigomagno è come la «Settima Enigmistica», vanta innumerevoli tentativi di imitazione. Ma nessuno ci riesce. Perché nessuno è in grado di ricreare lo spettacolo. Manca l’ingrediente segreto: la magia. Quella magia che esplode a giugno, ma viene coltivata dai rigomagnesi per tutti i restanti mesi dell’anno.
Noi siamo arrivati sul colle, in una fredda sera d’inverno. E non c’è stata più storia. Qui a Rigomagno ci hanno adottati, nominandoci in un certo senso ambasciatori del Rigo-Style. Che dire? Ci siamo fatti prendere da questa missione. E cerchiamo di onorare al meglio il nostro compito. Che volete, noblesse oblige.

Lisa Ciardi / Fabrizio Morviducci

...A PROPOSITO DEL MAIALE

Lo sapete perché il maiale si chiama così?
Quando Dio creò gli animali si trovò a dover dar loro anche un nome. In quei giorni una coppia di questi animali vedendosi girare intorno uccelli di varie specie e insetti -spesso noiosi- iniziarono ad indispettirsi:
– Ma perché loro così piccoli e antipatici possono volare e noi, così grandi e belli, non abbiamo le ali?

Decisero di andare a reclamare dal Creatore.
Per la strada trovarono una pozza d'acqua ed essendo molto caldo non poterono fare a meno di rotolarsi nel fango.
Arrivati davanti a Dio chiesero se potevano avere anche loro le ali. Non avendo ancora scelto un nome per loro, la richiesta fece scattare l'idea:
– Avete il coraggio di presentarvi davanti a me così sporchi e puzzolenti a chiedere le ali? Voi... MAI-ALI !!!!

I QUESITI DEI LETTORI

La famiglia CIAM, guardando le proprie creature: "BELLINI!"

Ai solutori che invieranno in redazione la soluzione in tempo utile, verrà inviato un simpatico omaggio a spese dell'ideatore del quiz

A VEGLIA IN PIAZZA

-Aah...ma quant'è bello Rigomagno? Se ci fosse il mare sarebbe come Parigi!

-Ma a Parigi non c'è il mare, c'è la Senna.

-E noi abbiamo la Fo-enna...!!!!

[per i non residenti: la Foenna, o più propriamente il Foenna, è un piccolo fiume che nasce nei monti a nord di Rigomagno e che si getta sul Chiana pochi cilometri dopo]




EDITORIALE
[del primo numero dell'edizione su carta"]
L'emozione della prima volta

• Malgrado l’apparente incongruenza con il nº 0, che appare sulla testata per adempiere alle norme di legge sulla stampa, questo è il Primo numero del Primo giornale di Rigomagno.
Il fatto meriterebbe di essere presentato con maggiore cura, consapevolezza e serietà, rispetto a ciò che riusciremo a fare noi.
A dire il vero, se non fosse per il fatto che, con questo atto, aggiungiamo una pietra di non poco conto alla costruzione della storia della zona, e se non fosse per il rispetto dovuto a chi un giorno si prenderà cura della questione, l’editoriale non l’avremmo neppure preso in considerazione. E ciò non per snobbismo ma semplicemente perché abbiamo altre priorità da portare avanti.
Non sappiamo quanti numeri riusciremo a fare e con quale periodicità. Non sappiamo chi ci aiuterà e come, così come non sappiamo se qualcuno remerà contro e con quanta veemenza. Ma sappiamo che ce la metteremo tutta e che avremo dalla nostra parte la simpatia di molti.
Probabilmente torneremo a ripeterlo, ma ci piacerebbe poterlo dire una volta sola: “il giornale è aperto a tutti e a tutte le idee, purché proposte con intenti costruttivi”.
L’idea di un notiziario risale a molto tempo fa, quando sarebbe stato poco più di una simpatica sfiziosità. Oggi la sua nascita rappresenta invece una necessità.
Con il tempo, ce lo auguriamo vivamente, le motivazioni saranno chiare a tutti.
Ed ora, con l’emozione della prima volta, festeggiamo l’evento con un brindisi... ovviamente con lo Champagne di Aÿ, accompagnato da qualche “bruschettina” con l’Olio di Rigomagno.


GRANDE SUCCESSO DEI “NOSTRI” CHEF

in Francia, una settimana tra mostre e gastronomia dedicata al Comune di Sinalunga dagli amici di Aÿ Champagne

cuochi rigomagno«Eur’agéennes
du 9 au 14 février 2009.
Notre commune jumelle italienne Sinalunga sera à l’honneur pendant une semaine avec des dégustations de vins toscans, une pasta party, un repas gastronomique au Castel Jeanson, la diffusion d’un film italien au cinéma Le Palace, des expositions dans Ay... un moment de fête à l’italienne qui s’annonce!» Questa l’introduzione ufficiale alla manifestazione “in onore di Sinalunga” alla quale hanno partecipato, con successo, se dobbiamo giudicare dai 15 minuti di applausi che li hanno salutati alla fine della loro serata, tre nostri ambasciatori, tre Grandi Cuochi, che ci onorano della loro presenza in occasione del Colle degli Ulivi, e di cui andiamo oltremodo fieri: Davide Canella del Castello di Spaltenna; Walter Redaelli dell’omonimo ristorante al Relais La Leopoldina; Francesco Sabbadini del ristorante Le Coccole dell’Amorosa. A completamento, dobbiamo dire che hanno fatto la loro bella figura anche Mazzarrini, Barbieri e Coveri con i prodotti tipici della nostra Terra.
Siamo dispiaciuti per non essere riusciti ad organizzare una comitiva di accompagnamento adeguata, peraltro prevista fino a pochi giorni prima della partenza, perché impegni pressanti e diversi ce lo hanno impedito – nostro malgrado.
Cogliamo l’occasione per ringraziare da queste pagine tutti gli amici francesi di Aÿ per l’iniziativa, per l’accoglienza riservata alla nostra delegazione e porgere le nostre scuse per la deplorevole assenza al Maire Dominique Lêvèque perché le voglia estendere a tutti gli intervenuti a far inizio da sua eccellenza il Prefetto di Epernay.



Un saluto a Roberto Mazzarrini
roberto mazzarriniIl 27 marzo 2009 Roberto ci ha lasciati. Siamo fermamente convinti che Internet non sia il mezzo giusto per esprimere sentimenti seri, e per questo preferiamo non dire niente alla famiglia: d'altra parte tutta Rigomagno (e non solo) lo ha fatto "di persona", affollando la chiesa di San Marcellino e la Piazza del Pozzo. Usiamo questo spazio solo per un ricordo, perché non possiamo farne a meno.
  walter