Rigomagno: borgo medievale della campagna senese in Valdichiana. Se lo conosci te ne innamori.
toscana rigomagno
Premio della Regione Toscana alla Proloco Rigomagno
Biosede - 13 ottobre
- ore 17.30 “I gialli del passato” conversazione con Carlo Lapucci autore del Dizionario delle figure fantastiche
- ore 20.30 Cena “Proverbi popolari a tavola

14 ottobre - ore 20.30 Cena BIS
"I LUOGHI DELLA LETTURA"
Ottobre 2006 - Un mese per la promozione del libro e della lettura.
Campagna per il rafforzamento e l’impegno corale del nostro Paese sui temi della diffusione della cultura, promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l'Unione delle Province d'Italia, l'Associazione Nazionale Comuni Italiani.
Una splendida serata con Carlo Lapucci: divertente, interessante, livello culturale molto alto (notate in primo piano nella foto il cesto di Ciambellini di Rigomagno appena sfornati e fiasco di Vinsanto (non si facciano battutacce perché trattasi di elementi indispensabili per raccontare "le veglie" d'altri tempi.
Professor Lapucci, lei e la sua gentile signora avete conquistato Rigomagno. Quando passate da queste parti, fermatevi!


Due note due per i navigatori web su Carlo Lapucci e sul libro di cui abbiamo parlat
o:
Carlo Lapucci, nato in Toscana nel 1940, è un noto linguista e letterato fiorentino. Si è laureato in studi classici a Firenze, dove attualmente insegna, scrive e collabora con varie case editrici, testate giornalistiche, riviste e la RAI. Si occupa di tradizioni popolari da oltre vent’anni. E’ un autore fecondissimo e instancabile e i suoi scritti sono sempre accolti con entusiasmo da quei lettori appassionati di questo genere. Possiamo citare alcune sue opere quali: «Dizionario dei modi di dire della lingua italiana» (1969), «I proverbi dei mesi» (1972), «Fiabe toscane» (1984), «Il libro delle filastrocche» (1987), «Dizionario delle figure fantastiche della tradizione popolare italiana» (1991).

Le figure fondamentali, le leggende, credenze, i riti magici e terapeutici, gran parte delle credenze sui morti, gli spiriti, i fantasmi, rinviano alla grande fonte della cultura pagana. La visione pagana è scomparsa solo formalmente col cristianesimo: le forme del paganesimo hanno subito trasformazioni, camuffamenti, mantenendo però intatta la loro sostanza, come ad esempio l'idea d'un divino che pervade l'intera natura, la fede di una magia tellurica (relativa alla terra), la corrispondenza solidale di tutte le forze cosmiche. Il popolo non ha rinunciato alla sistemazione del mondo fatta dal paganesimo; il paganesimo rendeva più comprensibili le cose, più familiare il mondo. Una serie di figure viveva accanto all'uomo nell'invisibile, accompagnandolo notte e giorno.
Queste figure possono spiegare "la vita parallela" che un tempo si percepiva accanto a quella quotidiana: le cose, gli eventi, gli incontri, non erano frutti del caos, ma di mani invisibili che spingevano e guidavano.
Così tutto, a saperlo leggere, parlava, portando avvertimenti, premonizioni, suggerimenti: si poteva sentire nel vento la voce dei morti che chiedevano preghiere, ricordi, adempimenti; nelle capanne le parole che determinavano una scelta difficile; nella zampetta della mantide l'indicazione della strada smarrita; nel canto della civetta la "chiamata" della morte; nel ronzio del moscone l'imminente arrivo di novità o d'una persona, ecc. Una folla di esseri soprannaturali guardavano, parlavano,potevano aiutare o perdere i vivi. LA BASE DI QUESTA CONCEZIONE DELLA REALTA' CONSISTEVA NELL'IDEA CHE ACCANTO A QUELLA REALE SI ARTICOLASSE APPUNTO UNA VITA PARALLELA, NASCOCTA, INDECIFRABILE E TUTTAVIA PERCEPIBILE ATTRAVERSO SEGNI CHE LA TRADIZIONE AVEVA IMPARATO A CONSCERE. QUELLA SOTTERRANEA ERA LA VERA REALTA'.
In ogni fenomeno naturale esisteva una specie di divinità: la Fata Morgana nel miraggio, i Folletti nei fuochi fatui, altri folletti (incubi) nei sonni agitati, Streghe nelle trombe marine, Tempestari nei temporali, Dragoni nella grandine, demoni o folletti nel vento, spiriti nelle tempeste di mare, Fate nelle fontane, nelle grotte, le Marocche nelle fogne, i papoli nei luoghi abbandonati, la Manolunga nei pozzi, la Mogada nelle schiume dei fiumi.
Non c'era momento della vita, aspetto del mondo che no avesse la sua nicchia col il suo spiritello o il suo piccolo nume.
La funzione di queste mille credenze e di altri altrettanti esseri fantastici era quella di eliminare nell'esperienza umana ogni zona d'ombra, ogni elemento d'assoluta ineluttabilità, ogni inavvicinabile mistero, spostando in un mondo parallelo quanto non si piegava a una forma di razionalizzazione, lasciando così spazio alla trascendenza anche nelle forme più alte. Su questo terreno poterono intendersi la cultura cristiana e quella pagana. L'uomo medievale viveva effettivamente in un mondo popolato di significati, rimandi, sovrasensi, manifestazioni di Dio nelle cose.
Il fantastico era l'elemento riequilibratore degli scompensi, delle delusioni, dei traumi, delle paure, dei fallimenti, delle angosce. TUTTA QUESTA STRUTTURA FANTASTICA E' STATA DISTRUTTA DALLA NOSTRA CIVILTA', LASCIANDO MOLTE ZONE PERICOLOSE COMPLETAMENTE SGUARNITE. SPENTA LA FIAMMELLA DELLA MAGIA, DELLA FAVILA, DELL'ANALOGIA, DELL'ORDINE FANTASTICO, L'UOMO RIMANE NELLA STANZA SENZA FOCOLARE, NEL MONOLOCALE ASETTICO, DAVANTI AI PUPAZZI ARTIFICIALI E COLORATI DEL TELEVISORE. IL POSTO FONDAMENTELE CHE OCCUPAVA IL FANTASTICO E' IMMENSO E PARE COSTITUIRE UNA ZONA INCOLMABILE NELL'IMMEDIATO:
con l'avvento della civiltà tecnologica e l'appiattimento dei valori e degli schemi di vita sulla ripetizione e la banalità, si profila il rischio di ritrovarsi estranei al mondo col quale tutto questo disordinato sistema di credenze, figure, di feste, di immagini, ci aveva familiarizzati e reso solidali; c'è l'incoffessata paura che si perda col fantastico l'identità e l'integrità dell'uomo con la naturale capacità di porsi fuori dagli schemi della convenzione di cui è fatta qualunque cultura e qualunque società, quindi di ottundere la forza di progettare il nuovo fuori dalle vecchie crisalidi.
Il fantastico è proprio questa forza di propulsione per cui l'essere riesce continuamente a proiettarsi oltre se stesso, una volta che sia cacciato via dal regno del consueto e dell'omologato, della noia, dell'ironia, dalla bizzarria o dalla stravaganza: ogni creazione fantastica è una sonda nell'universo del possibile e del semenzaio di questa pianta così preziosa è l'infanzia, con tutto ciò che di questa rimane in un'intera esistenza.
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Sformatino di polenta e baccalà
con crema di ceci e olio al rosmarino

Lombetto di coniglio
con salsa di finocchi e vinaigrette al tartufo

Straccetti di pasta fresca
con porcini e coniglio

Pappa al pomodoro

Filetto di maiale con fagioli
all'extravergine di Rigomagno

Il Ciambellino

Due noterelle sulle cene: a sinistra lo splendido staff (solo uomini: e ho detto tutto), a destra la "O" dell'Olio Extra Vergine di Rigomagno
ingrediente indispensabile
Sotto il menu
Sulla cena non facciamo un resoconto completo perché gli invidiosi sono troppi...
Proponiamo tre foto, giusto per un assaggio sommario.