Sono nato a Milano il 12 agosto 1961 alla clinica Principessa
Jolanda. La mia mamma dice che sono in peso
forma e niente male come tipo.
Sono cresciuto tra piazza Napoli e via Lorenteggio, la
via che porta al Giambellino. Mia mamma, Felicia, è
pugliese. Mio papà, Renzo, era romano.
Ero un bambino aristocratico. Sono cresciuto nelle
scuole private e giocavo a pallone al chiuso, nella palestra
del “Gonzaga” in via Vitruvio. Ho conosciuto
Diego molti anni dopo, grazie a Dio, ma adesso la sua
famiglia è diventata la mia e viceversa, anche perché
non ho figli, solo 2 sorelle e una mamma. Le similitudini
con Diego finiscono qui.
Per il resto sono giornalista sportivo a Mediaset e lo
aiuto a scrivere. Qualche volta anche a leggere.
Luca Serafini
Dalla fine dell’estate
del 2002 esce ogni
lunedì mattina nelle
edicole Controcampo,
settimanale sportivo
ispirato e realizzato
dalla direzione e
dalla redazione
sportiva
di Mediaset.
Sin dai primi numeri
del 2002 è stata
affidata una rubrica
a Diego Abatantuono,
che il popolare attore
battezzerà – dopo un
sondaggio tra lettori
e amici durato un paio
di settimane –
Calcinculo.
Diego è tuttora
collaboratore
del settimanale,
su cui la rubrica
continua a raccogliere
gradimento.
Questa è la raccolta
dei suoi articoli, divertenti,
ironici, in qualche
caso sorprendenti per
le premonizioni,
le anticipazioni
e le osservazioni su
questioni che riguardano
il calcio, ma anche
tanti aspetti della
nostra vita quotidiana.
Ed è per questo
che Abatantuono
non lo legge
probabilmente
solo chi è sportivo,
o solo chi è milanista.
Sono nato a Milano il 20 Maggio del 1955 all’ospedale
San Giuseppe. La mia mamma dice
che pesavo 3 chili e mezzo ed ero tutto nero
e non molto bello.
Sono cresciuto al Giambellino. Mia mamma,
Rosa, era comasca e mio padre, Matteo, era
pugliese.
Ero un bambino di periferia. Sono cresciuto
fuori, all’aperto giocando a pallone nel campo
di fronte a casa, dove ho conosciuto Ugo
Conti, che mi resterà amico per molti anni.
Ho 3 figli: Marta, Matteo e Marco.
La mia compagna è Giulia.
Faccio l’attore e sono milanista.
Il resto leggetevelo.


Diego Abadatantuono
(…) Il Biofa, il titano della Ghisolfa, noto interista, prima del primo euroderby del 2005 era andato a prendere un aperitivo con gli amici, in un noto bar del centro dove non fanno pagare gli stuzzichini. E siccome era teso, l’aperitivo lo aveva preso forte. Pare 2 o 3 Negroni. Ci aveva mangiato sopra un bel po’ di stuzzichini con il modulo a Babbo Morto, di quelli da bancone per intenderci. Tipo polenta e osei, würstel e crauti, sedano, cassoeüla. Insomma, la solita roba. Poi, bello farcito e paciarotto, il Biofa si era recato a casa del noto civilista e stilista del polso Giorgio Bernasconi, per gustarsi con alcuni amici l’euroderby appunto. Pochi istanti dopo si è assopito e, visto come andavano le cose, ci siamo guardati bene dallo svegliarlo. Lo abbiamo lasciato dormire anche durante l’euroderby di ritorno e abbiamo fatto bene. Lo abbiamo svegliato domenica pomeriggio alle 17, per dargli un paio di notizie. Una bella e una brutta: l’eliminazione dell’Inter dalla Champions e la riapertura della corsa dei nerazzurri allo scudetto. Lui ha aperto gli occhi inebetito, non ha capito bene qual era quella bella e quella brutta, e da uomo vero, da tifoso coi maroni, ci ha guardato con quel suo sguardo a metà tra George Clooney e Ugo Conti, si è girato dall’altra parte e si è rimesso a dormire.
(…) Si festeggiava nel weekend il compleanno di mia fi glia Marta (23 aprile) che abbiamo accomunato a quello di mio fi glio Marchino (li ha compiuti l’11). Già che c’eravamo, abbiamo festeggiato il mio (a maggio) e quello di mio fi glio Matteino (il 2 settembre). Abbiamo fatto fare una torta di panna e crema da 5 piani. Di cui 4 se li sono mangiati l’opulento Cumenda (138 chili al garrese) e Il Biofa. Siccome avevamo promesso ai bambini che avremmo giocato al pallone, sotto la pioggia battente li abbiamo accontentati, subito dopo il taglio della torta e i brindisi. Al secondo scatto Il Biofa ha vomitato accasciato sotto all’albero di prugne e poi s’è addormentato felice, proprio mentre l’Inter segnava con Cruz andando in vantaggio. Il Cumenda, un po’ appesantito dal dolce, è scivolato e si è slogato. Ricoverato d’urgenza in porcoiatria, gli è stata fatta una porcoscopia. La lastra allo zampone ha evidenziato una massa informe di lenticchie alle caviglie, che gli verranno rimosse in artroporcoscopia.