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Biblioteca Comunale
di Sinalunga
Libreria Centofiori
Montepulciano
Sab. 17 ore 18,00
“Barcollo ma non mollo”

Associazione Il Colibrì
Via Grosseto 11, 53049 Torrita di Siena - Tel. e Fax 0577 684143
in collaborazione con Associazione Culturale Astrolabio – Via S. Martino Sinalunga

L'idea di aprire un centro socio riabilitativo nasce nel 1990, per offrire nuove opportunità riabilitative a persone seguite dal Servizio di Salute Mentale della zona Valdichiana senese, e dunque per andare oltre la terapia farmacolologica, intervenire per superare l’isolamento individuale e sociale che generalmente accompagna la malattia mentale, e proporre invece modalità di interazione e comunicazione nuove che lascino spazio alla creatività personale.
Per dare forma ed anche sostanza a questa idea, nel 1993 viene costituita l’Associazione IL COLIBRÌ’.
Essere occupati in attività, soprattutto se di natura artistica o che comunque investono il saper fare e la libera espressione del sé, è ormai noto che rappresenta un momento importante per il recupero dalla malattia. Ormai da anni l’esperienza del Colibrì ha consentito a chi ha frequentato e frequenta il centro nella sua sede di Torrita, di sperimentare relazioni significative che hanno favorito sia l’acquisizione di abilità nuove, grazie ai laboratori attivati, ma soprattutto una rinnovata capacità di comunicare e stare con gli altri.

Ma queste importanti esperienze hanno bisogno anche di essere visibili per dare il giusto valore ed il senso di quello che si fa, ed ecco allora Barcollo ma non molo, una raccolta di poesie scritte da molti di coloro che frequentato il Centro del Colibrì.
Le poesie, arricchite nel volume da disegni, ci confermano della grande sensibilità e della profondità delle emozioni che riesce a comunicare chi ha provato su di sé disagio, sofferenza, il dolore dell’anima, sicuramente quello più difficile da rimuovere e superare; la poesia, il disegno diventano un mondo libero dove ci si può raccontare, si possono esprimere i propri sentimenti senza pregiudizi e senza la paura di essere giudicati.
Anche la veste grafica della raccolta Barcollo, ma non mollo è degna di nota poiché realizzata tra le attività del laboratorio di legatoria funzionante presso il Colibrì, attività importante che ci stupisce sempre per le nuove idee e l’abilità con le quali i lavori vengono realizzati, lavori che hanno peraltro anche la finalità di consentire uno spazio di “autonomia economica” assolutamente importante i un processo di recupero individuale.
Nell’organizzare la presentazione di una pubblicazione così particolare, l’Associazione Astrolabio ha voluto arricchire il racconto di questa bella esperienza, che arriva diritta al cuore, con la lettura di alcune delle poesie della raccolta, lettura affidata agli amici Anna Iannunzio e Daniele Maci.

[Note a cura della Biblioteca Comunale di Sinalunga]




Dom. 18 ore 17.00
"James Joyce, Roma & altre storie"
Giuseppe Cafiero
Edizioni Pendragon
Collana Linferno - 106

1906. Anno di addii, amori perduti, necessità nuove, scritture innovative, invenzioni linguistiche, ricerche irriguardose. Mr. Angus Craston, titolare di un’agenzia investigativa londinese, incarica David Mondine, investigatore privato a Trieste, di indagare negli affari e negli affetti di un tal James Joyce da Dublin, or che Mr. Joyce, spossato dall’uggia e dall’irrequietezza, è risoluto a lasciare Trieste alla volta di Roma. Un viaggio iniziatico dunque, per Mr. Mondine e Mr. Joyce, smarriti in ricordi e rimpianti, antiche favole ed epifanie suggestive. Un itinerario di conoscenza e di coscienza, in una città sconsiderata come Roma: scolpita dal ritualismo spettrale dei suoi ruderi, effigiata dalla pompa liturgica di Sacra Romana Chiesa e così simile a Dublin, la città della memoria. Mr. Mondine e Mr. Joyce vestono d’acchito i panni di vagabondi pellegrini, a scoprire e lasciarsi catturare da una città onnivora, dalle sue taverne lerce d’alcol e vomiti, da locandieri e frivoli bestemmiatori, dalla banalità delle cose e dall’ineluttabilità degli avvenimenti, da immarcescibili miti, da glorie mummificate, da ombre affascinanti, da rovine maestose, da scurrili edifici e ridicoli monumenti eretti in onore del nuovo secolo




Sab. 24 ore 21.30
“Antognoni, Firenze e il suo campione“
Luigi Caroppo, Paolo Chirichigno, Marcello Mancini, Duccio Moschella
edizioni Polistampa Firenze


Antognoni, l’avventura di un mito
La storia del Campione, il suo legame indissolubile con la maglia viola, la grande sfortuna, insieme alle gioie e alle delusioni di una città che lo ha consacrato, accanto a Michelangelo e Brunelleschi, amandolo ancora dopo quasi venti anni dal giorno in cui ha lasciato il calcio giocato.
Quattro grandi giornalisti de «La Nazione» raccontano per la prima volta in modo esaustivo la storia della Fiorentina, del suo Capitano e della Firenze degli anni Settanta-Ottanta, in un libro ricco di notizie, aneddoti e corredato dalle schede delle partite che hanno segnato la carriera del grande giocatore.

Antognoni è nato il primo aprile 1954 a Marsciano, un piccolo paese in provincia di Perugia: una realtà semplice quella in cui ha mosso i primi passi, con il padre agricoltore, come il nonno, e la madre che in casa accudiva lui e suo fratello Viscardo. Intorno a lui, la campagna umbra e una vita scandita dagli orari scolastici. Dopo la scuola però subito a correre su un campetto in terra battuta finché non faceva buio: è lì che è iniziata la sua storia, la carriera di un ragazzino gracile, ma che col pallone faceva quello che voleva.

Prefazione di Sandro Picchi
Schede a cura di Giampaolo Marchini




Dom. 25 ore 17.00
“Frammenti d’amore”
Ruggero Grimaldeschi, Greco&Greco

Come può accadere che il destino di Robi Melli, un affermato giornalista perugino, marito felice e padre, possa un giorno incontrarsi con quello di Milena Vlahovic, una giovane croata di Vukovar, segnata da un tragico passato che l’ha relegata ai margini della società? Sembrerebbe che non possano esserci possibilità di contatto tra i loro mondi, così diversi e lontani. Eppure, per uno strano insieme di circostanze, questo incontro avviene, proprio mentre l’Umbria è terrorizzata da un serial killer che semina morte tra la parte più indifesa della sua popolazione; un maniaco al quale Robi, dalle colonne del suo giornale, sta dando la caccia da anni. Un incontro che sconvolgerà sia la rispettabile esistenza del giornalista che la difficile vita della ragazza, segnando drammaticamente il futuro di entrambi.








Durante la settimana nella zona “Rigomagno Ridens”:
“Icaro nella mente”
Claudio Bianchi
peQuod

Icaro nella mente è lo straordinario esordio di un giovane sessantacinquenne. La storia di Cairo è solo un pezzo di vita: comincia sotto il fascismo, conosce gli stenti del dopoguerra, s'irrobustisce ai margini del boom economico. Siamo in Lombardia, forse in uno di quei paesini della provincia di Milano dove "una volta era tutta campagna" ma dove poi sono arrivate le fabbriche, i padroni, protagonisti di un boom economico che porta ricchezze nuove e dà il suo contributo alla ricostruzione dell'Italia del dopoguerra, ma che condanna ai margini coloro che non possono seguirne i ritmi. Cairo cresce in fretta, da solo, con una madre troppo giovane e un padre che non c'è: appena finite le scuole medie è costretto a fare l'operaio, lui che voleva studiare, farsi una cultura. Invece vive del suo povero stipendio di apprendista e considera la massima felicità andare al cinema con la morosa o poter guidare una Vespa. Eppure Cairo non è un ragazzo come gli altri: lui sa volare, in un sogno a occhi aperti che lo libera dagli obblighi della quotidianità. Sì, proprio quel volo che riprende il ritornello di una canzone di Modugno tanto in voga in quegli anni. Altrimenti, quando volano i poveri? L'amore per Nina, gli amici fidati e lo stesso posto di lavoro sono certezze che vacillano appena Cairo partecipa, con i compagni d'officina, alla lotta per i diritti dei lavoratori e sperimenta sulla propria pelle la conquista della dignità e il valore della libertà. Perché questo è un libro che ci parla della libertà, quella forzata dei progressivi abbandoni e quella sfiorata con sacrifici e perdite. Unico orfano con i genitori entrambi in vita, Cairo trova in Libero (orgoglioso e indipendente, come dice anche il nome) la figura di un padre quasi sempre assente, mentre Jerma (la vicina di casa) fa le veci di Istriana, sua madre (abbandonata dal marito in un'epoca che non ne voleva sapere di divorzi) che non si rassegna alla solitudine e vuole rifarsi una nuova famiglia. Tra immaginazione e verità, Claudio Bianchi narra divertendo, con ironia e leggerezza, di un mondo piccolo ma non povero di slanci, sentimenti, passioni amorose e politiche. Cairo/Icaro è sospeso, in un finale che lascia spazio a tutte le possibilità e in un libro che ha tutte le sembianze di un film.


PeQuod nasce nel 1996, come collana de Il Lavoro Editoriale-Transeuropa. In questo primo periodo, pubblica appena tre titoli di narrativa, ma subito si fa conoscere e apprezzare con Congedo ordinario di Gilberto Severini. È nel 1998 che Marco Monina e Antonio Rizzo ne fanno una casa editrice autonoma, e aprono il nuovo corso con il testo d'esordio Furibonde giornate senza atti d'amore di Michele Monina.
Da allora ad oggi, una breve ma intensa storia, fatta di libri che per primi abbiamo amato. Per citarne solo alcuni: La donna di scorta di Diego de Silva, Il mostro di Vigevano di Piersandro Pallavicini, Diario di bordo della rosa di Flavio Santi, Michele Monina che ritorna in peQuod con Anime a losanghe e Questa volta il fuoco, Geografia del sacro a cura di Fulvio Panzeri e Alessandro Zaccuri, Assalto a un tempo devastato e vile di Giuseppe Genna.
Ma il primo vero successo commerciale giunge nell'autunno del 2001 con Il mondo senza di me di Marco Mancassola: la prima edizione esaurita in meno di un mese.

"PeQuod navigherà in mare aperto, alla ricerca, tra recuperi e inediti, delle scritture di qualità" era la "dichiarazione d'intenti" del 1998.Se abbiamo potuto realizzarli dobbiamo dire grazie a: Mario Rizzo, Learco Monina, Cinzia De Stefani, Gilberto Severini e Claudio Piersanti.



Durante la settimana nella zona “Rigomagno Ridens”:

“5 anni di salto agli ostacoli”
Giovanni Beduschi
Greco&Greco

Gustosissimo volume di vignette sulla vita polita degli ultimi 5 anni

GIOVANNI BEDUSCHI [dalla sua autobiografa]
E' nato sotto un cavolo nel cortile della nonna mantovana. Capra cinese, ariete occidentale. Reincarnazione di un macaco africano. Da bambino era intelligente adesso un po’ meno. Gli piacciono prima le donne e poi i bambini. Si rimpinza di pastasciutta e di mozzarelle. Quando non sa cosa fare, prende il suo secchio d'acqua e fa il lavavetri per le vie di Milano.

e per chi non lo sapesse Giovanni Beduschi è il Direttore della sezione "Rigomagno Ridens" del Colle degli Ulivi [maxima onorificenza inferiore solo, per ovvi motivi, a quella della "Giarrettiera"






Durante la settimana nella zona “Rigomagno Ridens”:

“Chi tace... ha già parlato troppo”
Marco Fusi
Greco&Greco

Proverbi e detti rivisti e rimaneggiati da Fusi con l'aggiunta di frasi in rima e divertenti vignette: Ognuno è amico di chi ha tante belle amiche; Non sia interista chi non è masochista; Bologna è grassa perché se la spassa; Milano ha la mascherina in mano; Se una rondine non fa primavera, un’alga non fa estate; Sole in vista, tette all’aria; Tra due sfaticati, il terzo suda; Uno sciopero al giorno leva il premier di torno; Il governo che s’arricchisce non ha colore; Tasse e buoi dei paesi tuoi.

[Questo a livelle ufficiale.
La "truppa" invece conosce la sua connivenza con Beduschi, formidabile duo, sa che preferisce il Vinsanto toscano alla Cocacola, non disdegna i pici, anche lui si può fregiare della distinzione di Gran maestro e Direttore di "Rigomagno Ridens" (anche se preferirebbe una bella giarrettiera), ecc. ecc. e abbiamo detto tutto]