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«Niente presine del farmacista la ricetta la preparava la Bibe»
C’era una volta, tanto tempo fa, anzi: una volta non c’era altra possibilità per fare un dolce, o una marmellata o una conserva, se non quella di rivolgersi al farmacista del paese per farsi preparare “la presina” da aggiungere alla dose. La presina era un piccolo involucro di carta contenente un preparato a base di conservanti, lievito, ed estro del farmacista. Alla gente di campagna non andava tanto giù l’idea di dover andare dal farmacista anche quando stava bene e così a Rigomagno erano piuttosto fieri di poterne fare a meno: la referente era la Bibe, la bottegaia che al momento metteva in vendita le dosi pronte: “Bibe dammi la dose pe’ Ciambellini” (a Rigomagno Ciambellino si scrive con la maiuscola) “Quante ova” (da noi le uova sono tondeggianti e, quindi, senza la U”) “Venti” “Pronti... serve altro?” Quella che segue è l’ultima mitica ricetta della Bibe, la pubblichiamo per dovere storico ma ci corre l’obbligo di avvisare che non è la ricetta che fa il Ciambellino di Rigomagno ma “il manico”. Dose per 10 ova - 800 g di zucchero - 4 presine di lievito - 300 g di burro - 1 stecca e mezzo di vaniglia - 2 limoni - 1 bicchiere con un mix di maraschino, rum, strega - 15 g di anice in grani - 30 g di ammoniaca - 2 kg scarsi di farina Fondamentale nella preparazione la spennallatura di uovo sopra il ciambellino un momento prima di infornare (ovviamente in un forno a legna riscaldato con un legni diversi per il bilanciamento degli aromi), e poi l’impepata finale (ossia si cosparge il ciambellino con una dose di zucchero.
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